
Per molte donne d’oggi, il successo professionale è raggiungibile esclusivamente tramite l’esposizione del proprio corpo. Ma è davvero così? Il libro-intervista “Un’altra donna è possibile. Voci fuori dal coro nell’Italia del Bunga Bunga” a cura di Paola Castiglia raccoglie interviste di donne di grande successo che hanno lanciato brillantemente le proprie carriere professionali con l’intelligenza, non con il corpo.
Essere donna non è mai stato facile e questo in gran parte è dovuto alla cultura di numerose società: donna, sinonimo di mamma, casalinga, moglie e basta, nient’altro. Poi, dopo anni di lotte femministe si è raggiunta la parità dei sessi e le donne sono diventate anche persone e professionisti, con gli stessi diritti degli uomini. Almeno così si crede. Il maschilismo però continua a calpestare la vera essenza delle donne. Oggi, poche sanno che essere una donna di successo a livello personale e professionale non implica per forza il dover esporre il proprio corpo.
In Italia, soprattutto, le donne sono ancora viste come semplici oggetti sessuali e la televisione ha fortemente contribuito a sviluppare questo terribile “pensiero”. Tanti programmi televisivi di trent’anni fa come Drive in hanno cresciuto bambine che oggi sono donne convinte che se si è donna le possibilità di successo sono direttamente proporzionali alla lunghezza delle proprie gambe, all’abbondanza dei seni, a quanto più le proprie proporzioni sono esasperate. Costantemente si lancia il messaggio: Vuoi diventare ministro? Inizia col somigliare a una bambola gonfiabile. Ma essere donna è decisamente un’altra cosa.
E di chi è la colpa? Di chi ha lanciato questo sbagliatissimo messaggio o delle donne che l’hanno accettato senza opporre resistenza? Alla ricerca di questa fatidica risposta, ecco il libro “Un’altra donna è possibile. Voci fuori dal coro nell’Italia del Bunga Bunga” a cura di Paola Castiglia che raccoglie interviste delle personalità femminili più significative del panorama culturale italiano: Margherita Hack, Carmen Consoli, Susanna Camusso, Carla Fracci, Rita Borsellino, Monica Frassoni, Rossella Muroni.
Ecco alcune delle loro risposte:
“Viviamo in una realtà edulcorata in cui il benessere è un circolo vizioso e comprare è diventato un valore morale perché bisogna far girare l’economia. I bisogni indotti sono diventati fondamentali e il consumismo è l’unico punto di riferimento di un mondo fasullo, dove chi non consuma non vale nulla. È una falsa società, basata su una falsa economia e una spettacolarizzazione di tutto. La svendita del corpo come mezzo per farsi strada in questa foresta è solo uno dei tasselli di un mosaico aberrante.” Parole di Margherita Hack.
“Vorrei dire a tutte che non bisogna mai svendersi. La donna è una forza vera che non deve nascondersi e non deve umiliarsi. In un momento storico come quello che stiamo vivendo – nel quale le famiglie devono riorganizzarsi in un contesto sociale che a volte appare addirittura ostile – la figura femminile acquista un’importanza ancora maggiore” – Carla Fracci.
Susanna Camusso: “Io credo che le donne debbano tenere in mano due chiavi fondamentali: Una è quella che apre la porta del progetto che hanno per la loro vita – qualunque esso sia – purché appartenga realmente a loro e non arrivi da condizionamenti esterni. L’altra è quella che apre la porta alla nostra capacità di indignazione. Questa è un’arma importante per non arrendersi a ciò che sembra immodificabile. Perché non è vero che le cose attorno a noi non si possono cambiare.”
Edito da Vertigo, il libro-intervista “Un’altra donna è possibile. Voci fuori dal coro nell’Italia del Bunga Bunga” sarà disponibile in libreria a partire dal 30 novembre 2011. Prezzo al pubblico: 14 euro.
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