• Cani dell'inferno
Cani dell'inferno

Cani dell'inferno

"Con l’andar del tempo tutto ricomincia daccapo." "Beh, la prima cosa che mi viene da dire è che questo è un libro formi dabile, se ne vedono pochi al giorno d’oggi così, ma anche al giorno di ieri; se ne vedono pochi in generale; e identici a questo, non ne ho mai visti, e non ho mai sentito che qualcuno ne abbia intravisti. È un libro pieno di persecutori. Chi è che non ne ha avuti di persecutori? quei tali che ossessionano, rompono le scatole, portano disgrazia. In questo libro persecutori di varia razza e apparenza assillano il protagonista, anche solo in forma di fantasmi piantati in testa, o di amiconi venuti per bere alcolici o surrogati. Il protagonista, tale Joe, è finito in una città americana a spese dello Stato, non sa neanche lui perché, in Mystic Avenue 3847, un palazzone che di sotto ha un McDonald’s; e attraverso i gabinetti si sbuca direttamente in un’università americana: è finito lì per scontare una pena? non sarà già nell’aldilà? nell’inferno personale del protagonista? o in qualche inferno moderno dove si arriva senza avvedersene? Il romanzo gira e rigira attorno agli stessi luoghi, mutando i punti di vista a seconda del mutare dei personaggi; un modo di raccontare in preda a contorti umori mentali, che si trasmettono come per malefico incanto anche a chi legge. Provare per credere." (Ermanno Cavazzoni) Vedi di più